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Una figura professionale che merita rispetto

pubblicato 09 nov 2013, 14:20 da Redazione Aicis   [ aggiornato in data 09 nov 2013, 14:28 ]

Terminato l'incubo per alcuni periti coinvolti nelle indagini nell'ambito di un procedimento a carico di una carrozzeria che inscenava incidenti ai danni delle imprese di assicurazioni.


Leggere che uno o più periti sono finiti sotto indagine fa certamente meno scalpore della notizia che ne annuncia l'archiviazione dalle accuse di frode assicurativa, prima di giungere al rinvio a giudizio degli indagati.
Sparare a zero sulla categoria peritale è diventato uno sport così diffuso che, recentemente, i quotidiani sono perfino giunti a dare notizia che un "ex perito", che di fatto faceva il carrozziere da ormai dodici anni, era stato indagato per frode assicurativa per aver inscenato falsi incidenti nella propria carrozzeria, con la complicità di alcuni clienti. Basta cercare su internet. La ricerca non è complicata.  Finire sotto indagine in un procedimento penale è un rischio cui il perito è sottoposto ormai, con grande facilità, anche quando, paradossalmente, è stato egli stesso il primo a segnalare sospetti intorno al sinistro. Fortunatamente, se da una parte le accuse nascono da investigatori con evidente inesperienza nel campo delle procedure cui è sottoposto il professionista dell'accertamento e della stima dei danni, dall'altra esiste una magistratura attenta ai dettagli, capace di osservare la realtà dei fatti con giusta prudenza e attenzione. 
Purtroppo, anche in questi casi di giusto epilogo, il magistrato è costretto a tenere il perito sulle spine anche per un paio d'anni, non senza costi e senza pesanti scotti da pagare.
Questo, così come è recentemente accaduto a sette periti nel Pinerolese ignari delle auto che venivano effettivamente scontrate nel retrobottega di una carrozzeria, è ciò che sempre più spesso avviene a carico dei periti assicurativi, membri di una categoria di qualificati professionisti che, in realtà, pochi conoscono se non per essere quegli "omini" che vanno in giro a fotografare "macchine rotte" per tornare in ufficio a "togliere" qualche euro dai preventivi di riparazione. Pochi sanno, invece, che quello dei periti è un piccolo esercito fatto di persone serie, oneste e capaci, che hanno l'arduo compito di valutare con salvaguardia del "giusto costo di riparazione". Di ciò, ne sono il baluardo, checché si creda. Tra loro, molti professionisti che, con scienza e coscienza, non di rado, in presenza di un preventivo inferiore alle reali necessità riparative, per errore o dimenticanza del carrozziere, contattano quest'ultimo per dare conto dell'errore. Ciò è meno raro di quanto si pensi.
L'attenzione al giusto costo, da parte del perito, è provata dalla recente disposizione, da parte di primarie compagnie di assicurazione, a far valutate i danni, contro ogni regola sul conflitto d'interessi, dai propri dipendenti, imponendo al carrozziere costi di manodopera e sconti che non sempre riescono a coprire le spese. Purtroppo, i riparatori, soprattutto in tempi di crisi, piuttosto che tenere ferme le proprie officine, sono costretti ad accettare condizioni non sempre congrue. In tal caso, l'automobilista, ignaro di tutto ciò, sarà fortunato qualora, pur inconsapevole, avrà scelto un carrozziere virtuoso. Purtroppo, può accadere che le necessità di sopravvivenza possano diventare prioritarie sulla virtù. Condannabile ma comprensibile.
E così, i costi per le imprese assicurative vengono limitati, è vero. Lo scotto lo paghiamo tutti noi, assicurati danneggiati, con riparazioni non sempre eseguite in conformità e con costi di polizza che non sembrano proprio voler diminuire.
Ai colleghi "scagionati" vanno le più sentite congratulazioni, per aver fatto valere la propria virtù, pur sottolineando, da parte della nostra associazione, la dura posizione nei confronti dei periti che dovessero avere un comportamento scorretto, fino a chiedere la nostra partecipazione nelle accuse in giudizio.
Un grazie particolare a Lucia Sorbino, giornalista dell'Eco del Chisone, per aver ricordato che, nel dovere di notizia, rientra anche quello di far sapere che esistono molti professionisti onesti. 

Andrea Olivieri
Vicepresidente Aicis