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Comunicato stampa

pubblicato 22 nov 2015, 10:06 da Andrea Olivieri   [ aggiornato il 22 nov 2015, 10:13 da Redazione Aicis ]

Circa il 40% dei veicoli soggetti a risarcimento o indennizzo assicurativo non vengono riparati!

Una percentuale ancora superiore dei veicoli coinvolti con torto in un incidente stradale, non vengono riparate.

I veicoli che vengono inviati a revisione straordinaria a seguito degli incidenti stradali rilevati dalle autorità sono pochissimi.

Le autorità rilevano solo circa il 10% del totale degli incidenti che avvengono in Italia.

Una concreta attenzione ai veicoli gravemente incidentati dovrebbe essere adottata dal legislatore e dalle istituzioni preposte.


COMUNICATO STAMPA

XXXIV Convegno Nazionale AICIS      
Torino  23 – 24 ottobre 2015 – Grand Hotels Majestic C.so Vittorio Emanuele II n. 54

 

Circa il 40% dei veicoli soggetti a risarcimento o indennizzo assicurativo non vengono riparati!

Una percentuale ancora superiore dei veicoli coinvolti con torto in un incidente stradale, non vengono riparate.

I veicoli che vengono inviati a revisione straordinaria a seguito degli incidenti stradali rilevati dalle autorità sono pochissimi.

Le autorità rilevano solo circa il 10% del totale degli incidenti che avvengono in Italia.

Una concreta attenzione ai veicoli gravemente incidentati dovrebbe essere adottata dal legislatore e dalle istituzioni preposte.

Questi in sintesi i dati emersi nel corso del XXXIV Convegno AICIS svoltosi a Torino il 23 e 24 Ottobre 2015, nel corso del quale i numerosi interventi si sono confrontati sulle problematiche relative ai veicoli gravemente incidentati, prendendo quale spunto di esempio e per le riflessioni la normativa in vigore in Francia e l’evoluzione della stessa dall’inizio degli ani ’70 ad oggi.

Un veicolo in circolazione non  deve solo essere “bello esteticamente” ma deve essere stato riparato secondo le indicazioni previste dal costruttore e la “conformità” deve essere verificata per garantire la circolazione in sicurezza, ma non solo.

Ogni veicolo che in conseguenza di un incidente stradale abbia riportato danneggiamenti che non lo rendano non perfettamente conforme alle norme del Codice della Strada dovrebbe essere sottoposto a controllo e sospeso dalla circolazione fino a quando le riparazioni ed il controllo sui lavori eseguiti non garantiscano che la rimessa in circolazione non sia un pericolo per la collettività o per il conducente.

Veicolo gravemente incidentato non significa veicolo accartocciato o “rotto” in più monconi, bensì veicolo che, secondo le prescrizioni del codice della strada non sarebbe idoneo alla circolazione, pertanto con l’interessamento in un incidente

  • degli organi di guida,
  • delle sospensioni (o dei freni),
  • una modificazione delle quote caratteristica della scocca,
  • l’interessamento dei sistemi di sicurezza.

Tutti gli oratori si sono trovati d’accordo con la problematica sollevata da A.I.C.I.S. che sollecita anche l’adozione della cosiddetta carta d’identità (o passaporto) del veicolo.

Ma per l’adozione di una rivisitazione e miglioramento dell’attuale normativa sulle revisioni straordinarie bisognerà aspettare che maturi la sensibilità del legislatore, mentre per l’adozione della carta d’identità del veicolo dovrebbero essere stanziati inizialmente 200/300 milioni di euro e poi qualche decina di milioni di euro ogni anno.

 

Sappiamo che scarse sono le risorse economiche del sistema paese, provato da anni di crisi economica ma, domanda A.I.C.I.S.: perché la cultura della sicurezza stradale e della sicurezza in generale non è una priorità delle istituzioni?

Eppure le “buone prassi”, come dimostra il circuito virtuoso innescato dalla riforma della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, hanno avuto effetti molto positivi e risparmiato centinaia di vite umane,  milioni di euro di costi sociali e migliaia di giorni di vita sana.

 

Referenti Stampa Marco Mambretti    Andrea Olivieri