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Sicurezza stradale: Asais chiede una veloce maturazione della sicurezza stradale

pubblicato 08 giu 2013, 06:05 da Redazione Aicis   [ aggiornato in data 08 giu 2013, 06:36 ]

Antonio PIETRINI, presidente Asais: la sicurezza stradale non è matura: È necessaria una revisione delle norme ed una logica progettuale delle infrastrutture urbane che prediliga le necessità di sicurezza e di circolazione rispetto alla valorizzazione estetica della strada.

Bellissime e grandi opere d'arte al centro di "microrotatorie" che, in quanto non più grandi di un normale incrocio, avrebbero bisogno di godere, prima di tutto, di un'ampia visuale sui bracci di confluenza, per permettere all'utenza la giusta valutazione sugli eventuali pericoli derivanti dal traffico.
Gli esempi di edificazione rispettose di norme, già di base carenti, sono innumerevoli e sono state mostrate all'interno dell'incontr tenutosi oggi a Pesaro tra diversi operatori della ricostruzione degli incidenti stradali. Purtroppo, nel nostro Paese, esiste la priorità di edificare secondo il proprio gusto senza uscire dalle regole. Il concetto, è di per sé validissimo, per non dire giusto. Tuttavia, accanto al progetto di infrastrutture tanto importanti per la circolazione dell'utenza stradale, fatto salvo ogni rispetto delle regole, dovrebbe essere applicato anche, e comunque non solo in ultima battuta, quello del buon senso.
Evidenzia il prof. Prof. Ing. Giannino Praitoni, docente di teoria e tecnica della circolazione del dipartimento DICAM dell’Università di Bologna, quanto si ponga tra problemi più sentiti, benché considerati banali, il mancato uso degli indicatori di direzione. Peggio quando gli indicatori vengono utilizzati in modo non corretto, circostanze troppo diffuse nel nostro Paese.
I ricostruttori chiamati all'analisi degli incidenti stradali si trovano spesso di fronte a tali problematiche che, però, non modificano la situazione infrastrutturale in essere, dando semplicemente appuntamento al prossimo incidente, molto spesso, analogo a quelli precedenti.
Nel pomeriggio, gli argomenti si sono spostati verso le problematiche connesse all'investimento pedonale passando il testimone al prof. p.i. Mirco Cardinali, ricostruttore. Partendo dall'assunto che al pedone deve essere riservata ogni più ampia cura nell'individuazione delle responsabilità in quanto parte debole nel quadro di un incidente stradale, è però necessario e doveroso verificare se si possa effettivamente escludere che il comportamento dell'utenza non motorizzata possa essere stato, in qualche misura, all'origine dell'evento. Per fare un esempio limite, va ricordato che, in alcuni casi, la strada viene anche utilizzata come arma da parte del suicida, per la cui estrema azione l'automobilista è vittima a sua volta e suo malgrado.

Ancora una volta Asais, nei propri appuntamenti dedicati alle tecniche ricostruttive, pone l'operatore chiamato alla ricostruzione degli incidenti alla base per fornire le informazioni essenziali per generare una vera cultura della sicurezza stradale, partendo dagli errori più banali e, per questo, più frequenti sulle nostre strade.