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Comunicato stampa alle testate giornalistiche del Trentino A.A.

pubblicato 27 nov 2013, 08:54 da Redazione Aicis   [ aggiornato in data 27 nov 2013, 08:56 ]
Ci riferiamo agli articoli apparsi sulla stampa in questi giorni e specificatamente al tono degli stessi che possono creare degli inutili allarmi.
Chi scrive è l’Associazione che rappresenta quella figura professionale che in Europa viene chiamata Esperto d’Automobile” ed in Italia, Perito Assicurativo. L’ A.I.C.I.S. (Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale) per il tramite del Presidente Regionale della sua sezione Regionale del Trentino Alto Adige, per. Ind. Paolo Valle, è venuta a conoscenza dei vari articoli di stampa e coglie l’occasione per dire alcune cose, che purtroppo non possono essere espresse in poche righe.
Mano d’opera di carrozzeria e materiali di consumo “valgono” in RCA 2,1 Miliardi di Euro (il 17 % del costo complessivo dei danni) ed i ricambi 1,6 Miliardi di €. Pari invece al 13% del medesimo costo.

Le lesioni, tra micro e macro permanenti sommano 8,3 Miliardi di €. pari al 66 % del costo complessivo dei danni, mentre gli assicuratori incassano complessivamente per la RCA circa 18 Miliardi di Euro, tasse comprese.

Mentre il costo sociale degli incidenti ammonta a 850 feriti, 54 disabili e 12 morti ogni giorno, ed ogni giorno si perdono in Italia circa 17.000 giorni di vita sana, in conseguenza di incidenti. Ogni sei mesi arrivano in parlamento proposte che dovrebbero contribuire a far diminuire il costo dei sinistri, ma tutti si dimenticano che il fine di ogni S.p.A. è distribuire dividendi ai propri azionisti, pertanto, stante la funzione di mutualità dell’Assicurazione Obbligatoria di RCA, difficilmente si raggiungeranno risultati significativi, finché il legislatore non troverà il modo creare un vincolo normativo tra riforme in approvazione o approvate e risultati che debbano riflettersi obbligatoriamente ed interamente sul costo delle polizze. Cosa che appare piuttosto improbabile, verosimilmente discutibile sotto il profilo della libertà d’impresa e con qualche profilo di incostituzionalità.

Che il Risarcimento Diretto, così come congegnato, non avrebbe giovato al cittadino, i Periti lo dicono da sempre. E non per partito preso ma perché l'esperienza del Perito Assicurativo, nel campo dei risarcimenti, non è inferiore a quella di qualsiasi altra figura operante nel comparto.

Ma chi è il perito assicurativo, a parte ciò che ci dicono le leggende metropolitane? "Assicurativo" indica la specializzazione dell'esperto di assicurazioni, sebbene spesso si tenda a confondere come Perito delle Assicurazioni.

Chi svolge la nostra attività è un libero professionista che, dopo aver effettuato due anni di tirocinio presso uno studio peritale ed essersi preparato studiando l'insieme delle materia d'esame, ha superato una prova d'idoneità presso l'Ente Pubblico al quale è affidata la tenuta del Ruolo, che verifica la preparazione del candidato Perito con domande sulle materie giuridiche (si pensi al codice civile, penale, di procedura civile e penale, al codice della strada, della navigazione e delle assicurazioni), su quelle tecniche (strutture automobilistiche, tecnologia dei materiali, fisica, fotografia , topografia, estimo, ecc) nonché attraverso la redazione di una Perizia con spiegazione delle scelte riparative effettuate.

Il perito iscritto al Ruolo è oggi l'unica figura professionale che può operare con oggettività, in quanto non portatore di alcun interesse, in qualsiasi ambito; sebbene a volte le convenzioni riparatori-compagnia, possano interferire con il raggiungimento di un risultato di valutazione corretto ed oggettivo (se il riparatore accetta convenzioni con eccessivi sconti, il tempo per eseguire i ripristini non potrà per questo aumentare!). 

Il Perito è impegnato nella lotta alle frodi su incarico di una compagnia o a far valere i diritti dell'assicurato nel momento in cui l'impresa abbia "fiutato" erroneamente un sinistro non genuino.

Il Perito, una figura che, pur chiamata dall'una quanto dall'altra parte, conserva ancora quel modus operandi "terzo" che è proprio del professionista che applica la tecnica con scienza, coscienza ed etica professionale.
La tecnica non è mai di parte e se non vi sono interessi diretti perché dovrebbe essere manipolata?
Il cittadino deve essere informato che il sottile filo che tiene legato quel minimo di oggettività oggi esistente nel campo della stima e del risarcimento dei danni, attraverso l’intervento di una figura terza nei rapporti tra Assicuratore e Riparatore, si sta inesorabilmente spezzando.

Da circa un anno, un grande gruppo assicurativo, per far fronte all'esubero del personale dato dalla diminuzione dei sinistri, sta impiegando propri dipendenti, che non hanno superato alcuna prova pubblica d’idoneità professionale, a verificare l'operato delle proprie carrozzerie convenzionate. Liquidatori, senza una specifica formazione tecnica, analizzano la documentazione che perviene loro dai riparatori ed autorizzano le riparazioni, pagando poi direttamente agli stessi quanto concordano. Un altro grande gruppo assicurativo ha fatto di più. I propri dipendenti vengono inviati presso le carrozzerie per verificare che vengano rispettati i canoni di sconti imposti per far parte della rete convenzionata. Sconti che i riparatori accettano “pur di lavorare”, salvo poi dover effettuare interventi "al risparmio" o utilizzando materiali differenti da quelli esposti in fattura. Certo è che, se la superficialità si limita all'utilizzo di un prodotto verniciante più economico o di un ricambio diverso da quello esposto in fattura, la vicenda, qualora scoperta, a parte gli eventuali risvolti legali, non farà altro che irritare il proprietario del veicolo. Ma, cosa succederebbe se il risparmio dovesse interessare una riparazione meccanica o un intervento sulla struttura portante del veicolo, preposta al corretto comportamento dinamico dello stesso?
Per fortuna nel nostro Paese non vi è ancora una casistica significativa, perché in questi casi, difficilmente il proprietario arriva a lamentarsi: a volte perché, dopo un'uscita di strada, tale da distruggere il veicolo, è difficile rintracciare le prove dell'intervento non conforme (conforme alle prescrizioni del costruttore s'intende), altre volte perché il proprietario, dopo l'incidente non è più in grado di lamentarsi, avendo perso la vita.
È già accaduto altrove, tant'è che dal 2008 in Australia le forze governative hanno preso provvedimenti nei confronti delle convenzioni Assicurazioni / Carrozzerie, sollecitando il controllo strutturale di centri indipendenti dopo le riparazioni più significative.
In Italia ciò non è previsto!
Attualmente, diverse imprese assicurative hanno messo a punto propri tempari, senza alcun riferimento alle specifiche del costruttore, che, accanto all'imposizione di un costo di manodopera molto contenuto, permettono di far loro ottenere consistenti risparmi, in particolare su certe fasce di danno. Ciò nonostante, il costo delle polizze non è sceso e continua ad essere il più caro nel vecchio continente....
Eppure, nonostante l'aver messo in guardia tutti, consumatori per primi, il Perito continua ad essere considerato il Perito dell'Assicurazione, mentre dalle Compagnie è considerato un costo che non fa risparmiare sui risarcimenti, perché il Perito è oggettivo.

Sui risarcimenti non deve esistere risparmio ma solo il concetto di "equo", all'interno del quale rientrano il ristoro del costo di ripristino effettuato con la miglior tecnica ripartiva e nel rispetto del miglior rapporto qualità prezzo, ma pure il riconoscimento di tutte le altre voci di danno che, attraverso le convenzioni con i riparatori e grazie alla loro collaborazione, le Compagnie evitano di riconoscere (fermo tecnico, svalutazione, ecc.), facendo poi pagare ai Carrozzieri i costi relativi all’auto di sostitutiva che diventa l’auto di “cortesia” del riparatore, disponibile solo in qualche caso!

Sul costo dei risarcimenti il Perito si è schierato per anni, valorizzando l'importanza nella lotta alle frodi di ogni tipo, ed in particolare a quelle connesse con i "colpi di frusta". Attività nella quale l'intervento tecnico dei Periti in tandem con i Medici Legali poteva fare la differenza. Ma l’attività non è stata attivata dalle Compagnie, che verosimilmente avevano più interesse a fare approvare nuove norme di legge. Con il risultato che il legislatore ha concesso agli assicuratori di risarcire tutti con poco, penalizzando coloro che, colpiti effettivamente dai fastidiosi e prolungati traumatismi spinali, si vedono ora corrispondere gli stessi spiccioli che riescono ancora ad intascare coloro che hanno inscenato una finta lesione.

Che fare: non urla e strepitii, ma valorizzazione di tutte le professionalità, applicazione dei principi di conformità e modalità operative stabilite da chi i veicoli li costruisce, richiesta ai Periti del tesserino di riconoscimento per smascherare i liquidatori (mascherati da periti) che per contratto e obbligo di vincolo non possono che fare l’interesse della Compagnie, richieste danni a norma di legge, a tutela preventiva degli eventuali “intoppi” negli iter liquidativi, accurata istruzione della pratica in fase di liquidazione del danno.


L’ufficio stampa AICIS