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UDP_130605

UdP: Considerazioni

[08:37:29] AICIS - Andrea Reggiani: 

come accennavo qualche giorno fa urge un reale coordinamento della DN sulle cose concrete da fare. mi pare che i gruppi di lavoro siano stati fallimentari fino ad ora. Che cosa non ha funzionato?
Risorse
Purtroppo, qualsiasi iniziativa ha sempre bisogno di risorse di coordinamento che, per questi soggetti, significa mettere da parte il proprio lavoro.
Inoltre, il coordinamento da remoto, su persone che sono, di fatto, capi d'azienda, è molto complicato. Diversamente, se le stesse persone fossero dipendenti, che fanno ciò che gli dici e nei tempi che richiedi, il gioco sarebbe più semplice.
Torno a ripetere che, per noi, l'unica soluzione starebbe nell'incontrarci più spesso, il che è impensabile per gli impegni che abbiamo.
Dovremmo pensare seriamente ad incontrarci più spesso in videoconferenza, situazione che, comunque, crea difficoltà d'impegno.

Difficoltà d'informazione
Per prima cosa, è necessario che l'UdP sia reso edotto di tutto il lavoro in essere. In questi ultimi due mesi, Marco non ha avuto il tempo per respirare, organizzandosi un convegno praticamente da solo. Io ho dato una mano ma con molta difficoltà. Comprendo che, essendo nuovi a queste situazioni (attenti, non è una critica ma una riflessione ponderata e con volontà costruttiva), non sapete che, nei due mesi che precedono i convegni annuali, Marco ed Io, fino ad ora, siamo sempre stati presi all'80% delle nostre potenzialità. Quest'anno io sono stato meno d'aiuto e, comunque, a conti fatti, ho tolto comunque molto al mio lavoro. In questi casi, è impensabile rendicontare all'UdP poiché, molto spesso, è necessario decidere di essere presenti per incontri e richieste in meno di un'ora. 
Per fare un esempio, la scorsa settimana, Michele ed io avendo sperato da tempo di poter fare una puntata all'Autopromotec in via del tutto personale, abbiamo deciso, la sera prima, di andare alla manifestazione in occasione della conferenza che avrebbe tenuto il Pres, saputo all'ultimo perché anche lui, tra le mille cose, credo si fosse dimenticato di farlo sapere (nonostante fosse convinto del contrario).

Anche ieri, incontro al volo con Bada e System Data per sponsorizzazione. Da qui, sono emerse un po' di considerazioni e di proposte da Silla, di cui il Pres vi renderà, appena possibile, edotti. E' interessante, se curato nei giusti modi.

Sono ampiamente convinto che, riuscire a lavorare insieme, con maggiore informazione, in situazioni normali sia possibile mentre, sotto convegno, da sempre, le decisioni vanno prese un minuto per l'altro.
Va però ricordato che se il periodo "convegno" è caldo ed una parte dell'associazione è presa dall'organizzazione dell'evento, l'altra parte della dirigenza deve essere in grado di portare avanti gli altri versanti affinché nulla rimanga indietro.

Ripeto, non è una critica: le difficoltà sono evidenza bilaterale. Non ci sono colpe da parte di nessuno, ovviamente.

Riflessione:
Se mi è permesso, sempre con spirito costruttivo, vorrei però muovere una critica. Vedo che, a volte, ci facciamo condizionare dalle richieste della DN o della base aventi stampo sindacale. Se questa parola non avesse assunto il significato di "lotta", ci accorgeremmo che Aicis, nel rispetto dello statuto e della logica, fa molto più sindacato di chiunque altro. Semplicemente, invece della forza e delle urla, prova ad usare un'altra arma che si chiama "dialettica".
Abbiamo visto che, con la dialettica e con richieste sensate, per quanto il percorso sia lungo, è certamente più efficace. In questo momento, la parola d'ordine è trovare la chiave per aprire la serratura dei tavoli di confronto.
Del resto, per fare azioni sindacali rumorose, bisogna avere le forze umane per poterlo fare. E, con ciò, non significa avere tanti soci... Anche perché, quand'anche raggiungessimo 3000 soci, comunque non rispondenti "all'ordine" di Aicis di abbassare le serrande per un giorno o una settimana, o di rifiutare in massa di sottoscrivere un contratto, non avremmo ottenuto, in ogni caso, assolutamente nulla (l'iniziativa tariffe ne è un esempio). Anzi, avremmo ottenuto un'ulteriore chiusura con ogni difficoltà per reiniziare il cammino di confronto.

Credo che di questo, l'UdP ne sia più che consapevole e ciò si nota dalle risposte che, non di rado, Andrea R ha correttamente posto  in DN e, in via pseudo riservata, a Paolo Valle. 
Tuttavia, proprio i soggetti come Paolo, se da una parte rappresentano i più alti paladini dell'Associazione, dall'altra si identificano in vere bombe ad alto potenziale esplosivo. Paolo è trainante. Ad ogni suo lamento - che abbiamo capito essere semplicemente il suo modo di fare e di essere in totale buona fede e un po' ingenuo - si crea una strana situazione di scollamento partendo da una inevitabile fatica psicologica.

Dal mio punto di vista, l'UdP potrebbe fare molto per fare in modo che non si pensi che Aicis non voglia fare sindacato ma fare, piuttosto, il possibile per dare credito alla categoria per instaurare quei collegamenti che il perito, anche se involontariamente e forzatamente , ha interrotto.

Riflettiamo su quello che vi ho rendicontato qualche giorno fa sull'Autopromotec. Stabiliamo le priorità: E' più importante la nostra esistenza o l'aumento della parcella?
Credo che, senza avervi sentiti, la risposta mi sia comunque arrivata in modo univoco.

Quindi
Prossima settimana... convegno (finalmente... non ne posso più). Cogliamo l'occasione per incontrarci, parlare e ripartire organizzando, prima di tutto, la DN e le sezioni regionali cui fanno capo alla maggiorparte dei membri della DN stessa
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